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"Quando i pensieri si affollano nella testa, non rimane spazio per noi"



Sternenfall. Opera di Anselm Kiefer- Maxxi, Roma

"Se la nostra mente è affollata di parole

e

pensieri,

non c'è spazio per noi"

scrive Thich Nhat Hanh

I pensieri sono un’attività fondamentale della mente poiché ci aiutano a comprendere e costruire la realtà. Attraverso idee, giudizi e desideri, infatti, possiamo pianificare le nostre azioni e realizzare i nostri obiettivi.

Quando però i pensieri diventano troppi, possono alimentare emozioni negative e farci sperimentare preoccupazione e ansia, veri nemici della progettualità e della realizzazione dei nostri desideri.

Gli psicologi lo chiamano overthinking, vale a dire un rimuginio continuo, un vortice di pensieri senza fine che ci blocca, ci fa rimandare le decisioni e le azioni e che rafforza le nostre insicurezze.

Un percorso con uno psicologo può essere sicuramente d’aiuto per risolvere l’origine di questo modo di gestire le situazioni e comprenderne le cause.

Ci sono però delle piccole strategie che possono aiutare a placare i nostri pensieri quando ci accorgiamo che sono troppi e difficili da gestire

Ecco alcuni esercizi da provare

  • Mi siedo in un posto tranquillo e mi concentro sul mio respiro

Inspiro ed espiro in maniera naturale e ritmica, lentamente e senza sforzo, portando attenzione solo sull’aria che entra e esce dalle narici e dalla bocca.

Se un pensiero compare nella mia mente lo faccio “scivolare” via e riporto la mia attenzione semplicemente al mio corpo e alla respirazione.

Mi prendo così una pausa dai pensieri e placo il loro affollarsi nella mia testa, anche solo per qualche minuto.

  • Scrivo i miei pensieri in foglio così come sono nella mia testa

Lascio scorrere i miei pensieri sulla carta e li trasformo in parole o frasi (sì, meglio utilizzare carta e penna ma se preferite anche le note del cellulare possono andare bene).

Vedere lettera per lettera i nostri pensieri ci aiuta a riorganizzarli in maniera nuova, staccandoci dal meccanismo di rimuginio e aiutandoci a vederli da un’altra prospettiva: sono solo parole in fondo...

Inoltre scrivere è un'attività pratica che può distogliere l’attenzione da quella di pensare

  • Mi concentro su un pensiero e lo osservo meglio chiedendomi:

  1. È un pensiero utile? Mi sta aiutando in qualche modo a stare meglio o trovare una soluzione?

  2. È un pensiero che mi è d’ispirazione? Mi aiuta nel mio processo creativo o d’azione?

  3. È un pensiero gentile verso me stesso/a? Mi valorizza e mi aiuta a riconoscere le mie qualità?

Se le risposte sono negative forse possiamo provare a trasformare questi pensieri rendendoli più utili e più gentili, ricordandoci che in fondo a volte un pensiero è soltanto un pensiero.

Bibliografia:

"Il libro del respiro", Stella Weller. Armenia, 2000.

"Vivere momento per momento", Jon Kabat-Zinn. Corbaccio, 2016.

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